...Live ?!*@ Like a Suicide...

Appetite For Destruction
Guns n' Roses
1987, Geffen
Street Rock/Hard Rock

A volte nel mondo del rock accadono strani fenomeni, a volte inspiegabili inspiegabili, spesso di durata molto breve, genericamente indicato come “meteore”.Una delle queste stelle cadenti che sorse alla fine degli anni ’80 fu un gruppo di cingue giovani ventenni con problemi di intossicazione passati alla storia con il nome di Guns’n’roses.Un giorno un commentatore per definitirli uso’ questa metafora:”E’ come se qualcuno sia andato da Dio nella prima meta’ degli anni ’80 a chiedere di fornire cinque persone che prese singolarmente fossero delle perfette nullita’ ma che insieme formino una rock band”, giudizio assolutamente calzante, specialmente oggi confrontando quello che I cinque hanno fatto da quando le loro strade si sono separate con il loro primo lavoro, passato alla storia come Appetite for destruction.I Guns’n’roses si formarono e riuscirono ad emergere dall’ambiente fertile e turbolento della Los Angeles degli anni ’80, non senza molte difficolta’, come entita’ a parte costituita da meta’ della band denominate Hollywood Rose assieme agli elementi espulsi dai L.A.Guns nel 1985, il risultato di questa fusione forzata dagli eventi fu la presenza in un solo gruppo di cinque personalita’ musicali completamente differenti: un chitarrista blues angloamericano (Saul Hudson, al secolo Slash), un talentuoso compositore rock/country (Izzy Stradlin’,vera anima dei G’n’R), il suo amico cantante Axl Rose (con lui emigrato dal profondo Mid West), un bassista punk di Seattle (Duff McKagan) e un ex compagno di corso di Slash che aveva abbandonato la chitarra per didicarsi alla batteria (Steve Adler). Il risultato fu quello che ben presto nel circuito dei club di L.A. si presento’ come “l’ultimo gruppo rock dal tempo degli Aerosmith”.Immediamente messi sotto contratto dalla Geffen, i lavori per quello che sarebbe diventato Appetite cominciarono subito, ma I problemi di droga uniti alle tensioni fra I vari membri causarono l’estrema lentezza con cui il materiale venne provato, registrato, rielaborato e reinciso piu’ volte. I lavori, con estrema irritazione della compagnia discografica, che voleva lanciare il disco nel 1986, alla fine durarono oltre due anni, quando finalmente Appetite fu lanciato il 21 luglio 1987, per essere subito ritirato dal commercio a causa della copertina raffigurante un quadro di Robert Williams immediatamente censurato (nella versione definitiva in copertina finira’ il famoso tatuaggio di Axl con il logo del gruppo, mentre l’artwork originale si trova al centro del booklet).Dal punto di vista musicale il lavoro ancora oggi sorprende per la densita’ compositiva delle piu’ alte mai registrate in un LP rock: 12 canzoni, 59 minuti, decine di riff concatenati l’un altro, armonizzazioni estremamente complesse, cambi di tempo e ritmiche complesse che mostrano uno studio appronfondito di quasi tutti I complessi rock precedenti (Led Zeppelin, Queen, Aerosmith, Black Sabbath) uniti a una gran voglia di riuscire ad imporsi in un ambiente cosi’ esigente e competitivo.Welcome to the Jungle, canzone “manifesto” del gruppo, comincia con un’introduzione di Slash con un eco settato in maniera da raddoppiare le crome effettivamente suonate creando un effetto dei piu’ belli, esplorando idée utilizzate prima solo da Brian May dei Queen, mentre “it’s so easy” e’ un pezzo piu’ di ispirazione punk dove la linea di basso di Duff guida il gruppo. La celebre Nighttrain, canzone che narra del cocktail preferito dalla band ai tempi in cui non si potevano permettere di spendere piu’ di un dollaro per ubriacarsi, si basa su una linea melodica alla chitarra che viene doppiata da Axl e armonizzata da Stradlin’, mentre Out ta get me si sviluppa attorno a un pigro riff in sol minore.Una delle canzoni piu’ famose dell’album e’ indubbiamente Mr.Brownstone, anche perche’ affronta la tematica del rapporto dei cinque con l’eroina (Mr.Brownstone era lo slang losangelino usato negli anni ’80 per questa droga). Il pezzo mostra il lato piu’ hendrixiano e psichedelico, specie nell’uso del wah wah per il riff principale.Paradise city e’ un altro inno dei G’n’R, e avra’ l’onore di diventare la chiusura standard dei loro concerti: si apre con una arpeggio di sol maggiore molto country che poi, dopo il chorus, sfocia in un riff “preso in prestito” dai Black Sabbath (Zero the Hero, Born again 1983…) e si chiude con uno dei pochi assoli veloci di Slash.In effetti l’influenza della band di Birmingham si sente anche nell’introduzione di “My Michelle”, un leggero arpeggio con un suono pulito che contrasta con il riff pesante che lo segue, e il ritornello raddoppia la velocita’ metronomica. Per la cronaca, la canzone parla della prima ragazza di Rose a Los Angeles…“Think about you” e’ un solido rock’n’roll di reminiscenza vagamente AC/DC e Led Zeppeliniana, mentre la coda, con il suo vocalizzo potente e gli arpeggi, ricorda molto lo stile dei primi Scorpions.Sweet child O’mine e’ il pezzo che ha lanciato l’album e ormai e’ diventato un classico del rock, secondo Slash l’intruduzione in re maggiore non era altro che un esercizio che ripeteva ogni volt ache prendeva in mano la chitarra, fino a quando Izzy trovo’ fuori la sequenza di accordi per il riff. Nonostante non sia il pezzo che gli ha fatto conoscere al vasto pubblico, Slash non ha mai nascosto di considerarlo non piu’ di “due chitarre che cazzeggiano attorno a due note”.Altra interessante canzone e’ “You’re cray”, un rock’n’roll veloce nato originariamente come acustico a velocita’ metronomica lenta poi raddoppiata per la versione sull’a;bum, mentre la versione originale comparira’ su Lies...illuminante per capire lo stile di composizione della band alle sue origini.“Anything goes” pare sia il primo pezzo registrato dalla band per l’album nel 1985/1986, originariamente infatti apparteneva al repertorio degli Hollywood rose, con il titolo di “my way, your way” per poi essere rielaborata nella forma presente in Appetite, in effetti la struttura del pezzo e’ molto semplice ed e si puo’ notare come la canzone sia “crescita” in sala di registrazione a poco a poco.“Rocket queen” e’ la chiusura dell’album,e come tale non puo’ essere una canzone “usuale”: il pezzo piu’ lungo dell’album parte come una improvvisazione in fa minore, con batteria e basso che guidano il lavoro fino al riff armonizzato dalla chitarre. La storia narrata da Axl riguarda la batterista di un altro garage group di quei folli anni ’80 a L.A., decisamente oltraggiosa come il lungo assolo con il bottleneck di Slash, che rivela le influenze blues del chitarrista. Subito dopo, pero’ , segue un solido riff dal sapore quasi metal, che porta alla parte conclusiva della canzone, caratterizzata da un delicato arpeggio con un suono molto chorusato su cui Axl canta il “messaggio” di commiato della band all’ascoltatore. Sicuramente uno dei momenti piu’ alti di un album che decisamente non ha alcun basso.Molte cose si potrebbero raccontare di “Appetite for destruction”, a partire dalla sua storia oggettivamente stupefacente ( due anni di gestazione, un esordio flop e una galleggiamento nelle fasce basse delle classifiche per un anno, poi seguita dall’”esplosione” in concomitanza all’azzeccatissimo video di Sweet Child o’mine, e ancora oggi un album che a 18 anni distanza dalla pubblicazione vende ogni anno migliaia di copie), ma la cosa migliore e’ ascoltarlo, e stupirsi ancora della sua carica di rabbia e freschezza immutata a distanza di decenni, che sigilla per semrpe la distruzione del sogno hollywoodiano.

Track List
1. Welcome To The Jungle
2. It's So Easy
3. Nightrain
4. Out Ta Get Me
5. Mr. Brownstone
6. Paradise City
7. My Michelle
8. Think About You
9. Sweet Child O' Mine
10. You're Crazy
11. Anything Goes
12. Rocket Queen

Line-Up
Axl Rose - Vocal
Slash - Lead&Rythm Guitar, acustic Guitar
Izzy Stradlin - Rythm Guitar, Vocal
Duff "Rose" McKagan - Bass, Vocal
Steven "PopCorn"Adler - Drum

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